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Cartongesso o Laterizio? Come scegliere

Specifichiamo subito che l’argomento che andiamo a trattare oggi, riguarda esclusivamente la partizione interna di immobili (abitazioni, uffici,…) e non interessa in alcun modo l’aspetto strutturale degli edifici.

Le pareti in laterizio sono costituite da elementi forati posati con malta cementizia; successivamente la superficie verticale creata sarà prima intonacata e poi tinteggiata.
Per quanto riguarda il laterizio forato, è un materiale solido, resistente agli urti e alle sollecitazioni meccaniche; sicuramente però la realizzazione di pareti con questo materiale sarà un processo che richiederà un impiego maggiore di tempo e fatica; inoltre il passaggio degli impianti su queste pareti prevederà l’esecuzione di tracce con martello elettrico ed eventuali modifiche nel corso degli anni potrebbero avere costi abbastanza alta.

Le pareti in cartongesso sono invece composte da lastre (singola o doppia) fissate con viti ad una struttura metallica, su due lati in modo da formare una specie di “contenitore” vuoto all’interno, successivamente tinteggiate sulla superficie esterna, previa stuccatura dei punti di connessione delle lastre e delle viti.
Il Cartongesso è molto più leggero e quindi anche meno resistente ad urti e a sollecitazioni, anche se a questo riguardo si è arrivati ad introdurre nuovi tipi di lastre in grado di sorreggere pesi anche oltre i 50 kg. I vantaggi principali sono la versatilità nell’utilizzo per lavori più personalizzati e particolari; la velocità di posa; la comodità di utilizzare il vuoto interno alle pareti per introdurre gli impianti e/o materiali isolanti; la qualità della superficie finale, perfettamente liscia (se adeguatamente stuccata), ottimale per sostenere illuminazioni a parete tipo applique.  

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Faccio come voglio! – Quando non serve il permesso del Comune (edilizia libera)

EDILIZIA LIBERA

Il 2 Marzo 2018 è entrato in vigore un nuovo ed interessante Decreto Ministeriale, il quale contiene un elenco delle 58 principali opere edilizie realizzabili senza titolo abilitativo. (denominato “Approvazione del glossario contenente l’elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222“).

Di seguito il link del testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/04/07/18A02406/sg

Anche se non è necessario richiedere il permesso al Comune, non è comunque consigliato operare senza l’ausilio di un Tecnico  Professionista; dato che anche se si tratta di edilizia libera, resta come presupposto inderogabile il rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia (quali: norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, relative all’efficienza energetica, di tutela del rischio idrogeologico, delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio).

Ricordiamo che il Glossario degli interventi ha validità esemplificativa e non esaustiva; in poche parole non ci vengono esposti tutti gli interventi attuabili in edilizia libera, ma semplicemente i più comuni.

Il nuovo Decreto quindi ci dà una mano a distinguere meglio cosa possiamo fare senza la richiesta del titolo abilitativo da parte del Comune, quindi il “faccio come voglio” è vero solo in parte dato che in ogni caso gli interventi sono disciplinati da normative specifiche e complesse.

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Conformità dell’immobile OBBLIGATORIA per vendere casa

Per contrastare l’evasione fiscale, il Governo con il D.L. 78/2010, ha individuato nel Notaio il soggetto in grado di controllare efficacemente gli immobili non dichiarati o irregolari presso l’Agenzia delle Entrate (ex Catasto) ponendo limiti alla negoziazione degli stessi.

Nei passaggi di proprietà immobiliari è sempre obbligatorio presentare all’acquirente la planimetria catastale dell’immobile ed in fase di stipula dell’atto notarile il venditore assume la responsabilità di dichiarare la conformità di tale/i planimetria/e rispetto allo stato di fatto dell’immobile.

La conformità riguarda i dati tributari dell’immobile; quindi oltre all’identificazione catastale (foglio, particella, subalterno), si deve dichiarare anche la conformità della consistenza e del classamento, ossia le dimensioni e la destinazione d’uso dell’immobile.
Per assurdo che possa sembrare, NON influenzano la conformità catastale l’errata numerazione civica in visura catastale, piccole modifiche alla distribuzione degli spazi interni (spostamento porta o muro divisorio), e tutte le eventuali altre piccole difformità tra planimetria catastale e stato di fatto dell’immobile, non rilevanti ai fini del calcolo tributario.

Occorre però precisare che, come riportato nel nostro articolo sui “Documenti necessari per vendere casa“, il venditore in fase di stipula dell’atto notarile, si assume la responsabilità di dichiarare la conformità urbanistica dell’immobile allegando all’atto eventuali Concessioni Edilizie e certificati di agibilità inerenti l’immobile.
Se a tali Concessioni depositate presso l’Ufficio Tecnico Comunale, sono allegati elaborati grafici di progetto, quest’ultimi devono corrispondere allo stato di fatto dell’immobile o comunque essere regolarizzati entro la data di stipula dell’atto notarile così come per le planimetrie catastali.
In materia urbanistica sono considerati abusivi anche quei piccoli interventi non rilevanti ai fini del calcolo tributario, per i quali non è stata richiesta autorizzazione all’Ufficio Tecnico Comunale.

La corte di appello di Palermo con la sentenza 1129 del 13 Giugno 2017 ha accertato la possibilità di dichiarare nullo un atto notarile di compravendita avente in oggetto un immobile sul quale sono state eseguite opere abusive (e quindi non conforme a quanto sopra detto) ed il diritto dell’acquirente di richiedere il prezzo e il risarcimento dei danni anche dopo 20 anni di distanza dall’atto di compravendita da parte degli eredi dell’acquirente originario.

Concludendo, in molte provincie è ormai prassi assodata richiedere un’attestazione da parte di un tecnico abilitato (Es. geometra, architetto, ingegnere) da presentare insieme alla documentazione allegata all’atto notarile, che confermi la conformità catastale e urbanistico-edilizia dell’immobile. 
Le agenzie immobiliari non possono produrre tale documento certificato ed il rivolgersi ad un tecnico abilitato sarebbe una maggiore spesa per il venditore.

Crediamo molto nell’importanza di questo documento che tutela entrambe le parti (venditore e acquirente) della compravendita  e speriamo che anche nella nostra zona diventi prassi comune l’utilizzo di questo strumento  quanto prima.