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Casa: acquisto o vado in affitto?

Oggi vogliamo riprendere e condividere con voi l’intervista di qualche giorno fa di Paolo Dezza, giornalista de “Il Sole  24 Ore”, a Fabiana Megliola, responsabile dell’ufficio studi di Tecnocasa.

Riportando le statistiche dell’ufficio studi Tecnocasa si può affermare che oggi, in Italia, il 68% della popolazione preferisce acquistare l’immobile dove vivere, la restante percentuale preferisce invece cercare una casa in affitto.

 

Motivi che spingono ad acquistare casa:
– il fattore sentimentale di avere una casa propria,
– possibilità di personalizzare e ristrutturare l’immobile,
– creare un capitale immobiliare da lasciare ai propri figli,
– prezzi scesi del 40% dal 2009,
– tassi mutuo ai minimi storici, anche se poi si deve disporre di risparmi propri per coprire le spese accessorie e la percentuale del prezzo eccedente l’importo del mutuo (di solito le banche finanziano al massimo l’80% del prezzo di compravendita).

Una nostra considerazione da aggiungere a quanto appena riportato è che, facendo una previsione su lungo periodo, acquistare casa significa, una volta estinto il mutuo, non avere più rate mensili da pagare anche nel caso si dovessero avere meno entrate (pensionamento) o più uscite a causa di manutenzioni straordinarie.

 

Motivi che spingono ad andare in affitto:
– transitorietà della residenza, spostandosi spesso da una città all’altra,
– è economicamente più conveniente rispetto a prendere un mutuo per acquistare, se si abiterà al massimo 10 anni nella stessa casa,
– sicurezza di non avere spese straordinarie da sostenere relative all’immobile in cui si vive.

 

Il 2017 sembra sia stato l’anno della stabilità dei prezzi delle case in vendita che finalmente non hanno subito ulteriori ribassi, inoltre le agenzia immobiliari su scala nazionale (sopratutto nelle città) hanno constatato la diminuzione dell”offerta immobiliare (meno case in vendita).
Questi dati riportati dall’ufficio studi Tecnocasa, dovrebbero spingere chi cerca l’investimento immobiliare a velocizzare la compravendita di immobili usati, ormai con prezzi minimi, da ristrutturare usufruendo degli incentivi fiscali previsti per le opere edili.

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Sisma Bonus 2018 – conviene?

NUOVO SISMA BONUS

Dal 01/01/2018 è entrata in vigore la nuova detrazione fiscale, terminerà il 31/12/2021 e consente di ottenere una detrazione fiscale Irpef di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi di miglioramento sismico su:

  • prima casa,
  • seconde case,
  • condomini e parti comune di condomini,
  • immobili per attività produttive,

Gli immobili che possono godere del nuovo “sisma bonus”, sono quelli ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (ovvero quasi la totalità del territorio Italiano).

Le spese detraibili sono:

  • diagnosi sismica,
  • spese di certificazione statica,
  • spese tecniche,
  • lavori di ristrutturazione mirati al miglioramento sismico,

 

COME FUNZIONA

  • detrazione del 70% per la riduzione di 1 classe di rischio sismico,
  • detrazione del 75% per la riduzione di 1 classe di rischio sismico applicato alle zone comuni di condomini,
  • detrazione dell’ 80% per la riduzione di 2 classi di rischio sismico,
  • detrazione dell’ 85% per la riduzione di 2 classi di rischio sismico applicato alle zone comuni di condomini,
  • la spesa massima detraibile è di 96.000,00 € in 5 anni, limitatamente al reddito Irpef,
  • il miglioramento sismico deve essere regolarmente certificato,

 

ULTERIORI AGEVOLAZIONI

  • E’ possibile abbinare le opere di miglioramento sismico (detrazioni sisma-bonus) a quelle di efficientamento energetico (detrazioni eco-bonus) al fine di conseguire con un’unica pratica il duplice obiettivo.
  • Per consentire ai proprietari e ai condomini incapienti di effettuare i lavori, il credito d’imposta può essere ceduto.

 

Si prospetta una ghiotta occasione per rendere le nostre abitazioni più sicure ammortizzando quasi la totalità dell’investimento in soli 5 anni sia tramite la detrazione Irpef o nel caso di incapienza tramite la cessione del credito.

In più nel caso di una futura compravendita, il certificato rilasciato, può rivelarsi molto utile per spuntare un prezzo migliore e rendere comunque l’immobile più appetibile sul mercato.

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Riqualificazione energetica – Un piccolo passo per la nostra casa, un grande passo per l’umanità!

Quando parliamo di ristrutturazione di un immobile, il fattore energetico è molto importante per quanto riguarda gli aspetti, edilizi, economici e fiscali!

Infatti, una buona/ottima coibentazione dell’immobile deve innanzitutto essere prevista nella progettazione dell’intervento (preliminare, definitiva ed esecutiva) da parte di tecnici competenti e preparati.

Uno dei problemi più comuni è che l’immobile oggetto di ristrutturazione si trovi all’interno di un condominio, il che non permette di attuare l’ipotesi di un cappotto esterno, in tal caso si procede con una coibentazione dalla parte interna di tutte le superfici perimetrali.

Il secondo punto chiave è quello di evitare i famosi “ponti termici”, ovvero punti di discontinuità del materiale isolante, punti deboli che permettono di far fluire il calore verso l’esterno, altrimenti trattenuto all’interno dell’immobile grazie alla nuova coibentazione.

Questo fenomeno, oltre alla dispersione di calore, può portare anche a problemi di condensa all’interno dei vari strati della parete (con inerenti problemi di muffe e/o marcescenza dei vari materiali che vanno a comporre la parete stessa).

Il modus operandi per un corretto intervento si divide in due step principali; per primo verificare che lo spessore e la tipologia del materiale isolante sia adeguato al tipo di intervento che andiamo ad attuare, per secondo invece il progetto esecutivo deve prevedere la continuità di tutti gli strati isolanti senza punti di interruzione tra i nodi (punti chiave l’intersezione tra gli elementi orizzontali, solai, e gli elementi verticali, pareti).

Un ottimo intervento dal punto di vista energetico si riflette anche con un vantaggio da parte del committente dal punto di vista economico.

Infatti una corretta coibentazione permette all’utente dell’abitazione di avere risparmi considerevoli nel consumo di energia con un conseguente risparmio in bolletta.

Da non tralasciare l’aspetto ambientale, di fatti un minor consumo energetico corrisponde ad una minor produzione ed importazione di energia da parte del nostro paese; con un conseguente abbattimento del prezzo dell’energia; tutto questo a favore del nostro portafogli e del nostro ambiente!

Inoltre, per riqualificazioni energetiche degli immobili sono previsti diversi incentivi fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate che ci permettono di recuperare (nel corso di 10 anni) anche fino al 65% della spesa sostenuta per i sopracitati interventi.