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Condominio: come si divide la spesa per i balconi

In ogni condominio, quando si deve affrontare una ristrutturazione esterna, sorgono sempre delle difficoltà nell’individuare i criteri con i quali ripartire le spese per il rifacimento dei balconi. Con questo articolo proviamo a fare un pò di chiarezza.

Innanzitutto partiamo con qualche riferimento normativo; l’articolo 1171 del Codice Civile indica quali sono le parti comuni dell’edificio in materia di condominio, tra queste ci sono anche “le facciate” ma i balconi aggettanti, quelli che sporgono dalle pareti, sono considerati nella vigente normativa (Cassazione Civile, Sezione II, sentenza n, 13509 del 27.07.2012) come un prolungamento del solaio dell’unità immobiliare.

Detto questo ci viene in aiuto l’art. 1125 del Codice Civile, Manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai: “Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari di due piani l’uno sull’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto”

Infatti, nella maggior parte dei condomini, i balconi cosiddetti aggettanti sono il prolungamento dell’abitazione in quanto hanno la duplice funzione di garantire l’affaccio al proprietario del piano superiore e una copertura al proprietario del piano inferiore.

Frontalino.
Forse l’argomento più difficile da affrontare. Se infatti, per quanto riguarda le ringhiere o parapetti non ci sono altre interpretazioni se non, essendo il balcone un prolungamento dell’unità immobiliare, la spesa per la sostituzione delle ringhiere è a carico del proprietario del piano che gode dell’affaccio del balcone, per il frontalino ci sono diverse interpretazioni.

Innanzitutto va detto che, se i balconi fanno parte di un palazzo storico o comunque con decori architettonici di pregio sulla parte frontale del balcone (frontalino), la manutenzione di quest’ultimi è da imputare al condominio in quanto riguarda l’aspetto estetico di tutto la facciata.
In tutti gli altri casi dove il frontalino è semplicemente intonacato e tinteggiato, la spesa per il rifacimento potrebbe essere divisa:
1) Metà ciascuno tra i proprietari dei due piani in quanto il balcone, essendo un prolungamento del solaio, è di proprietà metà ciascuno
2) A carico del proprietario del piano superiore, in quanto essendo un prolungamento anche della sua unità immobiliare, a lui spetta, così come per le ringhiere, anche la spesa per il rifacimento del frontalino, lasciando al proprietario del piano inferiore la sola spesa di rifacimento del soffitto del balcone

La nostra interpretazione, dettata dal buon senso, è la seguente:
i lavori di rifacimento del frontalino consistono nell’asportazione del calcestruzzo ammalorato, andando a scoprire i ferri del cemento armato; trattamento dei ferri con appositi prodotti, copertura dei ferri con apposita malta cementizia, ripresa dell’intonaco e tinteggiatura di tutta la superficie.
Essendo questo intervento lo stesso eseguito nella parte inferiore del balcone, per praticità e per evitare contabilità dei lavori facilmente manipolabili, il nostro consiglio è che questo tipo di intervento venga pagato interamente dal proprietario del piano inferiore insieme con la stessa tipoloogia di lavoro eseguito sulla superficie inferiore del balcone, lasciando al proprietario del piano superiore le spese per il rifacimento del pavimento, del massetto, della guaina impermeabile sotto il pavimento e delle soglie.

 

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