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Assegno di caparra: obbligatorio o leggenda metropolitana?

Nella compravendita di un immobile, in fase di trattativa, arrivati alla firma del preliminare (o compromesso) oppure della proposta di acquisto*, sorge sempre il solito dilemma: caparra SI o caparra NO?

In primo luogo bisogna tener presente delle clausole contenute nell’accordo firmato tra le parti; infatti se nella proposta di acquisto o nel preliminare di compravendita troviamo una o più clausole sospensive (l’esempio più diffuso è: “salvo approvazione mutuo”) è bene tener presente che tutti gli accordi presi nel contratto firmato NON sono validi al momento della stipula ma avranno validità dal momento in cui si verificheranno dette clausole sospensive (art. 1353 C.C. contratto condizionale).

Quando ci troviamo in presenza di clausole sospensive è bene sapere che, qualsiasi cifra versata a titolo di caparra confirmatoria o acconto prezzo alla firma del preliminare o della proposta, dovrà essere restituita nel caso non si verifichino dette clausole.

In ogni caso, sia che voi siate la parte acquirente o la parte venditrice, diffidate dal deposito di assegni presso le agenzie immobiliari.

Gli assegni o si incassano o rimangono attaccati al libretto!!!

Non ha nessun valore ed efficacia (e quindi è totalmente inutile e assurdo) depositare cifre a titolo di caparra confirmatoria presso un’agenzia immobiliare se il preliminare o la proposta è vincolata ad una clausola sospensiva.

Discorso diverso meritano invece tutti quegli accordi (preliminari di compravendita o proposte di acquisto) stipulati in assenza di clausole sospensive: in questo caso è consigliabile versare tramite mezzi tracciabili (assegni circolari o bancari, bonifici bancari,…) una somma che solitamente si aggira dal 10% al 20% del prezzo stabilito a titolo di caparra confirmatoria; direttamente al venditore oppure, da Agosto 2017 (a seguito del D.L. sulla Concorrenza) al notaio che stipula il contratto preliminare di compravendita.

 

*Differenza tra preliminare di compravendita e proposta di acquisto:

La proposta di acquisto è un documento contenente gli stessi dati fondamentali del preliminare di compravendita

(anagrafica acquirente e venditore, immobile oggetto di trattativa, prezzo di acquisto, termine entro il quale sottoscrivere l’atto notarile, condizioni di pagamento, dichiarazioni su conformità dell’immobile o sulla presenza di ipoteche)

ma che differisce nella modalità di stipula in quanto la proposta d’acquisto è un atto cosiddetto “unilaterale”, poiché viene sottoscritta dall’acquirente prima  e poi inviata al venditore (che deciderà entro un termine da definire se accettare o meno la proposta), mentre  il preliminare di compravendita è un atto nel quale le due parti si incontrano e nello stesso momento firmano gli accordi presi nel contratto.

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Dove scarica i fumi la nuova caldaia?

D.Lgs 102/2014 Scarichi parete caldaie sotto i 35 kW di potenza

Dal 31 Agosto 2013, qualsiasi tipologia di installazione di caldaia, nuova o semplicemente sostituita, ha il vincolo di dover condurre al tetto i fumi della combustione, mediante camini, canne fumarie, condotti di scarico.

Esistono però alcune deroghe che consentono gli scarichi a parete dei fumi delle caldaie all’esterno di una parete:

  1. a)     sostituzione di una caldaia, di qualsiasi tipo, che già scaricava a parete;
    b)     sostituzione di una caldaia a camera aperta, a tiraggio naturale, che scaricava in una canna fumaria collettiva ramificata condominiale;
    c)      installazione in edifici storici o sottoposti a norme di tutela;
    d)     impossibilità tecnica di andare a tetto con lo scarico fumi, asseverata da un professionista abilitato.

Dadl 19 Luglio 2014 a queste eccezioni se ne aggiungo altre due molto importanti:

  1. e)      installazione di apparecchi a condensazione, nell’ambito di ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in edifici plurifamiliari sprovvisti di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione sopra il tetto dell’immobile, funzionali o comunque adeguabili alla applicazione dei suddetti generatori;
    f)      installazione di uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore, dotati di specifica certificazione di prodotto.

Con quali tipologie di apparecchi a gas si possono applicare gli scarichi a parete?

 

  • nei casi di cui alle lettere a) e b), vanno installati generatori di calore a gas a camera stagna il cui rendimento sia superiore a quello previsto dal D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59, art. 4, comma 6, lettera a) (90 + 2 log Pn);
  • nei casi di cui alle lettere c), d), e) ed f), si possono installare generatori di calore a gas a condensazione i cui prodotti della combustione abbiano emissioni di ossidi di azoto (NOx) non superiori a 70 mg/kWh (Classe 5);